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Comunicato stampa Consorzio 10 luglio 2018

È ormai il tempo per i Consorziati di prendere in mano le redini del destino di Montecampione e chiudere definitivamente questa lunga e faticosa partita giocata su più fronti. Tra un mese avremo la possibilità di

modificare il nostro Statuto, portandoci in modo chiaro e stabile fino al 2030 e cancellando tutte le parti che non solo non hanno fondamento giuridico, ma che sono state inserite “ad uso e consumo” di chi, oggi, gioca a distruggere.

Lo sapevamo fin dall’inizio, qualsiasi personalismo e/o autoreferenzialità sono per la nostra comunità danno e nocumento. Ma nello specifico, cosa cambia tra il vecchio ed il nuovo Statuto? La modifica più significativa nel processo di revisione è l’eliminazione delle clausole di scioglimento automatico, a prescindere dalla volontà degli associati, lasciando il potere nelle mani di eventi esterni non dipendenti dalla volontà degli associati.

Nel nuovo statuto si ribadisce che il potere di scioglimento spetta esclusivamente ai consorziati, in quanto il Consorzio è diretta manifestazione della loro volontà, volta sempre al miglior godimento della proprietà. Rimangono immutate la natura e la durata del Consorzio, si sono eliminate inutili ridondanze che riguardano i doveri degli Enti Pubblici, che

nessuna regola statutaria può dettare anche solo in parte e rimangono indelebili nella Costituzione e nelle leggi dello Stato. Del resto erano stati proprio questi gli elementi che avevano costretto gli allora Sindaci di Pian Camuno ed Artogne, Renato Pe e Maddalena Lorenzetti, ad avversare in modo molto chiaro e determinato la riforma del 2010, che si

portò a compimento per l’unico e primario obiettivo di liberarsi della posizione dominante

di ALPIAZ. Il ruolo degli Enti Pubblici non è e non sarà mai in discussione e nessuna regola potrà modificarne le politiche. Quello che è certo, fuori da ogni discussione, è che solo e soltanto noi siamo in grado di dare servizi di qualità estabilità al territorio. Cambiamenti importanti anche per quanto riguarda le convocazioni delle assemblee, è stata

inserita la possibilità di poter ricevere tutte le comunicazioni ufficiali (Assemblee incluse) via mail personale o PEC, rendendo così più semplice e fluida la partecipazione alla vita dell’Ente. È inoltre elevato a 100 il numero delle deleghe

intestabili al singolo consorziato.

Si sono ampliati i poteri delle assemblee consortili, modificano i quorum costituivi portando a 300.000 milionesimi quello per l’assemblea ordinaria e 550.000 milionesimi la straordinaria, con quorum deliberativo a 500.001.

Non ultimo, si è rafforzato il concetto di impossibilità per il Consorzio di partecipare a società di capitale (pubbliche o private che siano) e inserendo con chiarezza anche l’impossibilità del Consorzio stesso di

costituirne.

 

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